— Avete fatto bene a seguire... l'imbeccata, cioè il cenno... insomma... le mute indicazioni della signora Van Osten, e a conformarvi ad esse. Fate sempre così. Ciò è importante. Ed ora, riguardo al signor Van Osten, ricordatevi di non parlargli mai del vostro lavoro. Mai! Egli non vuole. A meno che ve ne parlasse lui, voi non farete mai neppure la più lontana allusione a ciò che fate. E' inteso?
— E' inteso, — disse Aldo, docile ma stupito.
— Soltanto così, — disse solennemente il volatile occidentale, — riescirete a convincerlo della vostra assoluta discrezione.
— Capisco, — disse Aldo, solenne anche lui.
La piccola signora Van Osten parve commossa: si coprì gli occhi col fazzoletto... Rideva?...
— Ed ora, — disse Mrs Doyle con uno sguardo alla pendola, — restate ad aspettarlo.
Aldo restò. E tentò di tener viva la conversazione con qualche flaccida e innocua generalizzazione. Ma nessuno gli rispose. Mrs Doyle guardava nervosamente l'ora. E sua figlia sbadigliava.
Una forte scampanellata li scosse. Si udirono immediatamente i passi affrettati del domestico, che andava ad aprire la porta al suo padrone.
Aldo si levò in piedi. Allora sentì sulla sua manica un tocco fermo e leggiero: era la piccola mano ingemmata della signora Van Osten, che lo spingeva giù a sedere. Egli obbedì istintivamente. La giovine signora sedette lesta vicinissima a lui, e, china in avanti appoggiando il mento sulla piccola mano, gli sorrise.
— ... Sono convinta che ella è anche musicista, — disse, sorridendogli negli occhi mentre la porta si apriva davanti al signor Van Osten.