Aldo rise, non sapendo se essere offeso o lusingato.

— Ed ora, — diss'ella solennemente, — per lo spavento salutare che avete messo addosso a Bertie, e per il bene che avete fatto a me, vi permetto di baciarmi.

Alzò la piccola bocca, rosea e stretta — e Aldo, ridendo un poco, la baciò.

— Sono contenta d'aver baciato un conte, — disse fra sè la piccola Van Osten, scendendo lesta e leggiera le scale.


VIII.

In una lucente giornata autunnale Valeria, a Milano, in casa della zia Carlotta con cui viveva, ricevette la lettera di Nancy, la triste lettera scritta a New York durante quelle prime settimane di angoscia e di miseria.

La fine della lettera era lieta e piena di speranza. Aldo aveva una occupazione dignitosa e rimunerativa. Anne-Marie stava bene. Dunque, che la mamma non si tormentasse.

« God's in His Heaven, all's well with the world!... »

Ma Valeria si tormentò. Valeria possedeva alcuni titoli che le davano una meschina rendita di duecento lire al mese, amministrati dallo zio Giacomo con la massima puntualità; rendita che ella, con la stessa puntualità, pagava alla zia Carlotta in compenso del suo vitto e alloggio. Si riserbava, scusandosene, trenta o quaranta lire ogni mese per le modeste sue spese personali.