Frattanto, a Milano, Nunziata Villari si preparava a partire per Londra e faceva perder la testa a Marietta colla premura e la confusione che portava attorno ai bagagli. Pensando al suo amico Antonio ella — per citare un suo breve monologo — bolliva.
— « Bollo! » — diceva lei.
Infatti Nino, che le aveva scritto due volte al giorno durante la prima settimana di assenza, le aveva poi scritto ogni due giorni durante la seconda settimana; una sola volta nella terza settimana; e nella quarta, e nella quinta — che era questa — non aveva scritto affatto.
— Qualche sbiadita inglese, — pensava Nunziata, — gli avrà fatto girare per l'altro verso quel naso di pasta frolla.
E in tali pensieri essa sgridava Marietta per tutte le cose che aveva messo nei bauli, e per tutte le cose che non vi aveva messo, e per il modo in cui erano state messe.
Ma la Villari sbagliava; nessuna sbiadita inglese aveva distolto da lei il naso di pasta frolla di Nino. Edith che, volendo, lo avrebbe potuto, aveva preferito trafiggere quella passione nascente con la forcellina che le fermava anti-esteticamente sul capo la comica pettinatura della Germania del Nord. Lo aveva abbandonato e trascurato per andar con Nancy a cogliere le primole nei boschi; con Nancy, di cui l'amore era l'amore proprio all'infanzia: il cieco e chiaroveggente amore che non deriva nè dalla morbidezza d'un ricciolo, nè dal roseo d'una guancia, nè dallo sfavillìo d'un sorriso.
Nino, lasciato a sè stesso, e guardandosi attorno nell'istintiva ricerca di emozioni, aveva incontrato gli occhi profondi di Valeria fissi su di lui.
E d'improvviso si era ricordato del desiderio di suo padre. Sì; questa sua cuginetta era stata destinata alle sue braccia fin da quando erano bambini entrambi. Se il Fato non fosse entrato nella loro esistenza sotto la forma di Tom Avory, biondo e placido, che dipingeva quadri, citava poeti, li conduceva in barca sul Lago Maggiore — ecco, questa bruna testolina graziosa che Nino contemplava gli avrebbe posato sul petto, la piccola mano, le gracili spalle, il viso sottile, tutto ciò sarebbe stato suo per sacro diritto.
Guardandola da questo punto di vista, Nino sentiva che in fondo egli l'aveva sempre amata! Anzi, non aveva mai amato altri che lei! Pensando così era sincero. Aveva completamente scordato il breve e violento capriccio avuto anni fa per l'altra sua cugina, Adele. Anche la passione — più grave e più duratura — per la Villari, gli era uscita dal cuore e dalla memoria.
Adele? Non esisteva più! La Villari? Era a Milano. E qui, davanti a lui, stava Valeria con la sua testolina bruna e le sue fossette.