Ma ella si rifiutò di riceverlo. Nè volle vederlo alla fine del dramma. Il giorno seguente le mandò dei fiori (ella se li aspettava)! — ma quando andò a trovarla al suo albergo, gli venne detto che la signora non c'era per nessuno.
Così, egli assistette a nove delle dodici recite; ed ella continuò a non volerlo ricevere. Poichè ella era astuta e fine; e aveva trentotto anni; e conosceva il cuore degli uomini. Conosceva anche il proprio cuore; e più di una volta le era parso di scoprire in esso dei sintomi di ciò ch'ella chiamava una « cotta », una « toquade », per questo giovane Nino dalla testa ricciuta, dal riso leggiero, dagli occhi violenti.
Nunziata Villari temeva le sue « cotte ». E non a torto. Da tempo ne conosceva i disastrosi effetti. Sapeva quanto fossero dannose alla sua carnagione, rovinose pei suoi affari; torturanti nel loro svolgersi, e strazianti alla loro fine. E sopratutto le faceva paura una cotta per Nino; poichè Nino era uno di quelli dal naso di pasta frolla, e quindi sarebbe stato certo una fonte di sofferenze per lei.
Così, una sera dopo l'altra, Nino seduto nella sua poltrona al Garrick, la guardava e contava i giorni che gli rimanevano prima che ella ripartisse. Ogni sera ella era diversa: era Saffo e Maddalena; era Norah e Fedora; era Fedra e Desdemona. Ogni sera ella era davanti a lui tutta sorrisi o lagrime, tutta amore od odio. La vedeva dolce e spaventosa, feroce e ammaliante. La vedeva abbracciare e uccidere; contorcersi in morti delicate o terribili. Ella era la purità risplendente e il trionfale peccato. Era l'Eterno Feminino, l'immortale Amante — la sempre Desiderante e la sempre Desiderata.
Allorchè dopo l'undecima recita ella gli concesse finalmente di vederla, egli entrò nel camerino, pallido, con le labbra tremanti. Senza una parola di saluto, senza rispondere al sorriso di lei, si lasciò cadere su una seggiola e nascose il volto tra le mani. E ciò fece ridere Marietta.
Ma Nunziata Villari non rise. Comprese d'un tratto che in tutte le sere passate ella non aveva recitato che per questo Nino; che per lui, per lui solo, ella aveva singhiozzato e pianto, riso e delirato. E vedendolo ora davanti a lei, con la faccia tra le mani, chino il bel capo ricciuto, ella si sentì nel cuore quel palpito intermittente che riconosceva e paventava.
— Misericordia! — sospirò. — Ho paura che sia un'altra cotta!
Era un'altra cotta.