A noi che vaghiamo in questo mondo buio, non giungono, mamma, che voci basse e dolci. Le ire, le collere, le grida d'odio e di rancore... nulla di questo arriva a noi. Lassù dove siete voi, alla superficie della vita, vi sono le febbri, le grida, le voci stridenti; e la fretta, e le fatiche e l'ansia... Qui, nulla. Intorno a noi le ire si placano, i rancori dileguano, gli sdegni si spengono...
Ecco, io sento la tua mano che mi tocca la faccia, con gesto così dolce... come s'io fossi ancora bambino. — Li hai chiusi ancora gli occhi?
LADY MARY
Sì.
GIORGIO
Qui, poi, non si vedono invecchiare quelli che si amano. Tu, mamma, per me resterai sempre come ti ho veduta il giorno della partenza. Eri bella. Piangevano i tuoi occhi, e la tua bocca sorrideva per farmi coraggio. Ed avevi alzata la mano per benedirmi. Così ti vedrò sempre, finchè vivo — bella, giovane, in quel gesto di benedizione.
LADY MARY
Giorgio, diletto mio!...
GIORGIO
Vedi! Vedi come sei calma adesso? Nella luce non saresti così calma. E invece adesso hai, come me, un senso di grande pace nell'anima. Non è vero?