«Noi non conosciamo l'odio; non conosciamo l'amore. Perciò siamo immortali».

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Il nostro primo incontro — lo ricordate, Giorgio? — fu ad un ricevimento dato a Roma per me, dove voi eravate invitato a recitare alcuni celebri versi carducciani.

Io non vi conoscevo ancora; ma d'un tratto vi vidi, alto e snello nella vostra uniforme, avviarvi al braccio d'un altro ufficiale verso il centro della sala. Vi chinaste verso l'amico, e vi udii dirgli sommesso:

«Mettimi dove io possa, recitando, guardare Annie!»

«Guardare Annie!» Quelle parole sulle vostre labbra mi fecero trasecolare. E mentre voi ritto, col viso pallido rivolto a me, dicevate i cari versi del grande Poeta ed Amico, dal fondo del mio cuore saliva come un controcanto la poesia che tale visione m'ispirava.

E quella sera scrissi per voi i brevi versi che qui trascrivo.

LUCE

Cotanta luce io non la vidi mai

Come all'istante in cui tu mi guardasti!