Mille volte al giorno ringrazio Iddio che la mia bambina — ammutolita per chi sa quale spavento! — non possa domandarmi: «Mamma, cos'hai? Che cosa pensi?» Dovrei dirle: «Penso che sono maledetta tra le donne, che sono indegna di alzare la fronte. Penso che porto nel mio seno un essere immondo che renderà eterna l'onta che ho patito»... Ah!

Con violenza folle.

Ma io mi strapperò gli occhi prima di vederlo, mi lacererò il petto prima di nutrirlo... e con queste mani — se nasce — lo strangolerò!

Il Reverendo

Donna, voi bestemmiate.

Luisa

No, no! non bestemmio. Pensate... pensate... che ho un marito — che m'ama — che combatte per noi nelle trincee! che un giorno, se il cielo è pietoso, tornerà! E volete che io gli vada incontro recando in braccio il figlio d'un nemico?...

Un silenzio.

Ma io lo sento... sento che divento pazza sotto quest'incubo, pazza di terrore e d'odio. Cerco di sfuggire a me stessa, di sottrarmi alla velenosa cosa che è in me, che ogni giorno prende maggiore forza, ogni giorno diviene più vitale, ogni giorno m'invade di più. Dottore, dottore! è un cancro — un cancro vivente che è in me! — Toglietemelo, liberatemene, o mi darò la morte.

S'accascia col viso in grembo alla Signora Frank, che le pone in atto d'infinita pietà la mano sul capo.