Non sento nè vergogna, nè dolore, nè rimorso. Non sento più niente, non ricordo più niente... Non esiste che questo brivido nuovo, questo palpito di vita — questa cosa divina che s'agita in me!

Con un fremito immenso.

Ah! la mia creatura!... vive, vive! — Colle sue piccole mani mi ha afferrato il cuore!

Vacilla. Il Reverendo la sorregge tra le sue braccia.

CALA IL SIPARIO.

ATTO TERZO

La sala d'entrata nella casa del Dottor Brandes, come al Iº Atto.

È sera.

Luisa, accanto al fuoco, legge una lettera. Con impeto di gioia se la reca alle labbra.

Si ode bussare alla porta d'entrata.