Myosotis rise. E rise anche Leslie all'idea di avere giammai l'età di Jessie.
— Scommetto che Jessie, — osservò Myosotis — non sa neppure il significato della parola «illogica»!
— Non lo so, nè lo voglio sapere — ribaltò Jessie. — Non ho tempo, io, di riempirmi la testa di parole nuove.
E staccò dal gancio una casseruola, sbattendola sul tavolo con molto rumore.
— Lasciamola stare! — fece Leslie, traendo pel braccio la sorella. — Sai bene.... È come la storia del pianoforte.
La storia del pianoforte! Le ragazze la rammentavano a Jessie ogni volta che volevano farla stizzire.
— Rose Cottage sarebbe perfetta — aveva detto un giorno Myosotis, guardandosi intorno nella casetta, che dopo la vigorosa pulizia pasquale di Jessie era linda e lucida come un bambino a cui si sia lavato con molto sapone la faccia, — sarebbe perfetta.... se ci fosse un pianoforte.
Il papà, udendo quell'osservazione, aveva accarezzato la guancia rosea di Myosotis.
— Te lo comprerò, — disse.
Ma Jessie che stava mettendo tavola, e che, per principio, disapprovava ogni soverchia indulgenza, intervenne severa: