Milady ebbe il buon senso di non insistere.


Ma pochi giorni dopo, insieme allo chèque di una ghinea per la visita professionale, il dottor Harding ricevette da Lady Randolph Grey un invito ad assistere colle sue due figlie a un concerto che avrebbe luogo alle «Acacie» il sabato susseguente. Canterebbero Clara Butt, la Tetrazzini, Van Heuvel; e la celebre danzatrice, Vera Sheremetzkaja, eseguirebbe la «Danza primaverile» di Mendelssohn.

In un poscritto Lady Randolph Grey soggiungeva che il Reverendo Brownlie colla signora Brownlie, ed anche lo Squire, Sir Peter Russel, sarebbero intervenuti colle loro famiglie.

Clara Butt! La Tetrazzini! Il Van Heuvel!... I primi due erano nomi quasi di leggenda. E Myosotis e Leslie le avrebbero vedute, vive e vere? Le udrebbero cantare!... Pareva troppo inverosimile per non essere un sogno. Clara, dalla portentosa voce di contralto, che da un ventennio mandava in visibilio l'Inghilterra!... la Tetrazzini, che un giorno — un indimenticabile giorno, a Leeds — le fanciulle entrando in un negozio di musica avevano udito gorgheggiare in un grammofono!... E poi Van Heuvel, il tenore olandese che era una nuova celebrità.

Quanto alla Vera Sheremetzkaja non ne avevano mai udito parlare. Già; nessuno parlava di danzatrici a Wild-Forest e tanto meno nella casa del dottor Harding. Ma certo anche quella doveva essere un portento.

Il dottore, colla vecchia Jessie, dibattè a lungo l'arduo problema se era il caso o no di accettare l'invito; infine conclusero che se ci andava il reverendo Brownlie e Sir Peter Russel colla sua famiglia, vi potevano andare anche le bambine.

Indi si venne alla difficile questione delle vesti che indosserebbero per l'occasione. Dopo molte incertezze Jessie decretò che i loro vestitini bianchi della comunione, molto allungati, potevano andare.

— E tu, papà, cosa metterai per il concerto? — chiesero le fanciulle sfiorando cogli sguardi un poco inquieti il vecchio abito color tabacco del loro padre, che traverso molte stagioni aveva sfidato pioggie, nevi e bel tempo.

— Io? — fece il dottore, alzando i distratti occhi ceruli da un fascicolo di Annali di Parasitologia. — Io? Cosa mi metto per il concerto?... Un po' di cotone nelle orecchie; e basta.