Indi, come casualmente, introdusse nella lettera qualche altra interrogazione.
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La zia Marianna attese cinque giorni e poi rispose a tutte le domande.
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E Myosotis le riscrisse:
«Poichè siete tanto buona, potreste forse suggerirmi anche qualche argomento di conversazione? So che in società si parla di teatri, di libri e della gente che si conosce; ma noi non conosciamo nessuno, non siamo mai state a teatro e non abbiamo letto che tre libri: «Jane Eyre»; le poesie di Mrs Hemans, e «Le Vipere dell'India e il loro Veleno».
«Miss Jones, la nostra maestra, dice che nessuno di questi argomenti è adatto alla conversazione mondana, e temo che in società ci troveranno molto sciocche e noiose. Pazienza Leslie, che è tanto bella che basta guardarla per essere felici! E poi non ha che quindici anni.... Ma io, che ne ho quasi diciannove!...
«Siamo tutt'e due così timide e silenziose che Miss Jones ci chiama «zucche villereccie»; d'altra parte una volta che per ubbidire a lei, a un thè dal Pastore, abbiamo voluto fare un poco le vivaci, papà ci ha detto che parevamo delle farfalle di legno.
«Secondo voi, zia Marianna, è meglio essere zucche villereccie o farfalle di legno?».
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