Alberto aveva ascoltato attonito il lugubre elenco. Pur avendo voglia di sorriderne, sentiva un piccolo brivido serpeggiargli per le vene.

—Tutti nel pozzo?—chiese finalmente, con una risatina nervosa.

Ella non rispose. Era pallida: due linee dure le solcavano le guancie. Ad Alberto parve brutta: brutta e assurda e temibile a un tempo.

Egli si alzò di scatto.

—Fuggo!—disse.—Voi siete una terribile donna!

E si chinò, quasi ironico, a baciarle la mano.

Solo, nella strada, nel pallido e prosaico tramonto cittadino, il giovane sorrise ancora ripensando la grottesca e macabra posa di costei.

—Basta!—disse, aggiustandosi al collo il bavero del soprabito.—Quella donna è un'esaltata e un'isterica. Non ci andrò più.