Ed essa lo amò. Lo amò con frenesia ed estasi, con rapimento e strazio.
Ben presto venne l'epoca, come in tutti gli amori, in cui ella non volle più vedere nessuno all'infuori di lui; nè amici, nè amiche, nè conoscenze, nè estranei. Lo rinchiuse nella sua passione come in una fortezza, esigendo da lui il passato, il presente e l'avvenire, chiedendogli la rinuncia ai suoi ideali, alle sue aspirazioni, alla sua individualità.
Conobbero insieme l'acre tedio e la snervante dolcezza della perenne solitudine a due.
E la donna, talvolta, ne fu quasi soddisfatta.
Trop suffit—quelquefois!—à la femme!
Ma nei convulsi allacciamenti saliva sempre dal cuore di lei—macabro ritornello—il desiderio della morte.
La morte!... Quella parola come un funebre rintocco accompagnava in lei la voluttà.
E a poco a poco il giovane sentì quel delittuoso e voluttuoso sospiro sferzargli i nervi come un possente, oscuro afrodisiaco.
. . . . . . .
Infine la fosca furia e lussuria di lei vinse e travolse anche l'uomo. Gli scavò nell'anima degli abissi insospettati. Lo avvolse e sconvolse, lo soggiogò e bruciò.