Passò nello studio in corso Cairoli a prendere la sua esigua e poco interessante corrispondenza, indi si recò subito da Raimonda.

Non c'era. Era partita.

—Partita!

La cameriera, magra e maliziosa, non sapeva dove fosse andata. La cuoca, grassa ed intontita, non sapeva quando sarebbe tornata.

Alberto rientrò nel suo studio di cupo umore.

Passarono tre giorni, tre giorni di tormento e d'ansia per il giovane; indi Raimonda ritornò.

Era pallida e sciupata. Spiegò ad Alberto ch'era stata da una parente inferma, a Recoaro, e che non aveva mai dormito.

—Ho passato delle notti infernali,—disse sbadigliando, e togliendosi la pelliccia di cincillà, magnifico indumento che Alberto non le conosceva;—... delle notti infernali!

Si mise a letto subito e dormì fino al meriggio dell'indomani.

Quando rivide Alberto volle sapere tutti i particolari della malattia di Betty; ciò che non lasciò a lui il tempo di informarsi sui particolari dell'infermità della parente di Recoaro.