—Che sarebbe venuta qui stamane.
—È tutto il giorno che l'aspetto.—E il giovane alzò nella penombra il triste viso mutilato, fatto più bianco per le due chiazze scure dell'orbite.
Un'onda di tristezza immensa invase il cuore di Alberto. E alla tristezza si mesceva un senso di disgusto, di nausea della vita, di orrore di sè, e di costui, e della donna che li faceva soffrire entrambi.
—Crede che verrà ancora?—chiese l'altro e la sua voce pareva quella di un bambino malinconico e pauroso.—Crede che verrà? Poichè le ha detto di venirla a prendere?...
Alberto non rispose; e i due sedettero immobili, silenziosi nel buio.
D'un tratto Alberto trasalì. Aveva udito dei passi nell'andito. Ma il suo compagno scosse malinconicamente il capo.
—No. Non è lei.
Si bussò alla porta. Nessuno dei due rispose; allora l'uscio si aprì e sulla soglia comparve una contadina con una candela accesa in mano.
Parve stupita di vedere l'estraneo.
—La cena è pronta, signor Adriano,—disse.—Non vuol mangiare?