Finalmente, dopo un rapido consulto dietro le quinte, la buona Miss Johnson si lasciò persuadere a uscir fuori a cantare i «Pifferi di Pan.»

Ripassò in fretta mentalmente le parole:

«Torna il Dio Pan

su questa terra in fiore...

[pg!162] E poi il ritornello:

«Quale mai suon di giubilo

Echeggia da lontan?

«Ah! Sono i folli pifferi,

I lieti, folli pifferi,

«I folli allegri pifferi,

I pifferi di Pan.»

Intanto il signor Mellon, colla gola arida per il nervosismo e la paura di quanto Madame Mellon potesse avere a dirgli a concerto terminato, era andato a trangugiare un bicchiere di birra al buffet, nella sala di ginnastica.

Quando Miss Johnson si presentò alla ribalta vide che il signor Mellon non era al pianoforte per accompagnarla; lo attese qualche momento con dignitosa calma; indi rientrò nelle quinte da una parte, al momento stesso in cui il signor Mellon — asciugandosi la bocca — usciva frettoloso dall'altra.

Allora ci volle del bello e del buono per placare Miss Johnson, e persuaderla e spingerla fuori una seconda volta. E tutto ciò la confuse tanto che dimenticò tutte le parole e dovette contentarsi di fare dei suoni inarticolati finchè non arrivò al ritornello.

Qui si sentì salva.

[pg!163]

«Ah! sono i polli fifferi...»