«Buone notizie?...»
Sì. Buone notizie. — Luisa sedette su di una poltroncina accanto al fuoco e disse piano: «Chérie.»
Quella venne rapida a mettersi ai suoi piedi; i bagliori della fiamma le guizzavano sui capelli fulvi e sul latteo ovale del viso.
«Chérie...» La voce di Luisa era trepida e sommessa. Le pareva d'essere un carnefice; le pareva di dover compiere un assassinio su qualcosa d'infinitamente tenero e floreale, di dover aprire a forza i petali chiusi di quell'anima ancora infantile e riempirne il calice di veleno. I vili le avevano violato il corpo; a lei pareva di doverne violare l'anima.
[pg!231] Chérie alzava verso di lei un viso radioso, pieno di lieta aspettativa.
Come dirle? Come dirle?....
Luisa si chinò e coprì con una mano quegli occhi fulgenti, interrogatori.
«Domani, Chérie!... Domani.»
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