E di nuovo gli piacque il rapido sorgere e sparire del sorriso che le arcuava la bocca e le metteva delle fossette nelle guancie.
«Allora — addio,» fece lei guardandolo per [pg!237] un attimo e presentendo che quella partenza l'avrebbe lasciata più triste.
Egli le prese di mano il libro, e poi le stese la mano destra.
«Addio!»
Chérie pose in quella di lui la sua mano piccola e fredda. E Giorgio, poichè non trovava altro da dire, ripetè: «Addio!»
«Addio,» rispose lei ridendo. «Ma adesso bisogna che ve n'andiate. Non potete continuare a dirmi addio, e restar qui.»
«Già;» ammise Giorgio. «Adesso me ne vado.» Poi tossì per darsi un contegno, e soggiunse con aria che voleva essere indifferente: «Sarete ancora qui, quando ritorno dal fronte? Ho idea che non vi piacerebbe vivere sempre in Inghilterra.»
«Non lo so,» rispose Chérie, incerta. «A dir vero non ci ho mai pensato.»
«Capisco,» ribattè Giorgio con qualche insistenza. «Ma vi piace l'Inghilterra? O non vi piace?»
«S'il vous plaît Londres?» citò essa alzando a lui gli occhi ridenti.