L'effetto di quella frase fu istantaneo e inatteso. Tutti ruppero in un grande scoppio di risa; persino il fosco volto dell'ufficiale si spianò in un largo sorriso.
I soldati ripetevano le parole, commentandole. «Avete sentito? Die Flundern!... Ah, bellissima! Sarà stata una canzonettista dell'Ueberbrettel a mettergli i topi nel cervello!» E si smascellavano dalle risa, battendogli le spalle nude e chiedendogli in quale Kabaret avesse lasciato il cuore ed il senno.
[pg!281] Di quanto dicevano Florian non capiva una sillaba; ma questo capì: era salvo. Almeno per il momento. Qualunque fosse il significato di quelle parole, certo ad esse doveva la sua salvezza e l'ilarità amichevole di quegli uomini. Per quanto ancor confuso e debole, ebbe la lucidità di prenderà un'immediata decisione: se quelle parole l'avevano salvato non ne pronuncerebbe altre.
E difatti fece così.
Un po' più tardi aggiunse un vocabolo di più al suo repertorio: «Meschugge.» Florian stesso non aveva la più lontana idea del significato di «Meschugge,» ma lo udì pronunciare molte volte dal tenente prussiano e dai soldati che lo ricondussero, dignitosamente avvolto nella sua coperta, alle linee tedesche.
«Die Flundern werden sich wundern,» e «Meschugge.» Con queste sei parole, mormorate a intervalli tre o quattro volte al giorno, Florian passò incolume il fronte e le retrovie tedesche; con questo frasario entrò in un ospedale da campo prima, e poi in una infermeria di Liegi.
Ufficiali e medici lo visitavano, ridevano, gli battevano sulle spalle. «Famoser Kerl!» Qui non c'era errore. Costui non poteva essere nè [pg!282] belga, nè francese, nè inglese. Giammai un forestiero avrebbe potuto scegliere dal ricco vocabolario tedesco proprio la parola «Meschugge,» nè avrebbe scoperto nella letteratura poetica tedesca il verso dei «Flundern.»
Ach nein! bisognava essere un autentico figlio del Vaterland per capirne puranco il significato. Questo bel matto arrivato fra loro in costume adamitico e scarpe gialle era un Berlinese purosangue!... Er lebe hoch!
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E fu in questo modo che la famigerata Wasserleiche — l'Annegata del Caffè des Westens — e la sua amica Mélanie salvarono la vita ad un valoroso ufficiale belga.