(La Libertà, di Roma).

Monsù Tomè racconta le imprese alle quali ha partecipato nella sua gioventù, e, più specialmente, nel 1796, al tempo della guerra fra il Piemonte, l'Austria e la Repubblica francese, ed innesta al racconto delle battaglie quello di una storia d'amore con una vivandiera francese, ci-devant marchesa, ed ora, per amore della libertà, diventata la vergine del reggimento. Il racconto interessa di molto, perchè per due buoni terzi del libro procede spiccio, serrato, e ricorda glorie patrie; i capitoli relativi alla difesa di Cosseria ed al colonnello Filippo del Carretto sono in particolar modo da segnalare.

(Gazzetta Letteraria).

Il lettore della Principessa è il trentesimo romanzo che il chiaro autore genovese pubblicò dal 1865 in qua; eppure la sua verve, il suo brio non sono mai esauriti; il suo modo di raccontare, lungi dal risentire stanchezza, è sempre lo stesso, attraente, simpatico, perchè gaio, spigliato, quasi mai noioso, doti essenziali per un novelliere o romanziere....

I pregi indiscutibili di stile, di modo di narrare, che fanno di lui uno degli scrittori più simpatici e popolari d'Italia, si trovano tutti egualmente spiccati e profusi in ogni suo libro.

(Gazz. del Popolo di Torino).

Il lettore della Principessa è ricco di belle e nuove pagine.

(Capitan Fracassa).

Nel Lettore della Principessa mi è parso di trovare un'impronta più viva e marcata nei caratteri, una delimitazione più perfetta di sentimento, un corso più animato e violento di passioni, che hanno finito col render più attraente e interessante l'intreccio. — Non mi si dica, che i tipi sono fuggevoli e presto dimenticabili. — Basterebbe a provare il contrario, quello bellissimo e fiero di Lucio Gualandi il lettore, del cardinal Savarelli, “uno dei sette che, campassero pur cent'anni, non diventeranno mai papa„ della principessa donna Clara di Valgrana, di donna Ersilia la fanciullona “dai grandi occhi incantati da eterna educanda,„ dell'avvocato Verdini — tutti disegnati con rapidità e vigoria, dietro a cui si schierano delicatamente lumeggiati gli altri di donna Erminia e di don Alessandro di Barga, del conte di Loewenstein, di Pecchioli, di Barberina e di Alice.

A. G. Bianchi (Pungolo della Domenica).