Senonchè, Tommaso Sangonetto non era uomo da perdersi d'animo davanti ad una donna, nè per una sostituzione di donna. Pensò brevemente, com'era consentito dall'urgenza dei casi, e disse tra sè: vedi, Tommaso; o viene Giacomo, che s'è accorto del tiro, e noi si cambia posto; o non viene…. e allora, che ci posso far io?—
Questo dilemma gli messe l'animo in pace. Quanto alla dignità di Nicolosina, e a' suoi alti natali, se ne rideva quel poco! Ci aveva in corpo un fiasco di vino, che doveva dargli coraggio come soldato, e lì per lì se ne trovava d'avanzo.
—Oh, scusate, madonna!—aveva detto a tutta prima, nel colmo dello stupore.—Credevo… non mi potevo immaginare…
Ma presto s'era rimesso in sella. Quel suo dilemma ne faceva testimonianza.
—In fede mia,—soggiunse, dopo un momento di sosta e facendo bocca da ridere,—qui c'è uno scambio. Non me ne lagno, perdinci, non me ne lagno. Direi anzi che ci guadagno un tanto, mia bella contessa.
Nicolosina si ritrasse indietro due passi. Gli occhi luccicanti di quell'uomo le faceano paura.—Sentite, madonna;—ripigliò il Sangonetto, che aveva notato quell'atto di ribrezzo.—Facciamoci a parlar chiaro. Per dare indietro che facciate, non uscirete di qui. Ancora due passi e vi troverete al muro. Non vi schermite dunque inutilmente; non guastate in vani contorcimenti la vostra serena bellezza.
—Mio Dio! mio Dio!—mormorò la povera Nicolosina, giungendo le palme sul seno e levando al cielo uno sguardo atterrito.
—Siete bella,—proseguì il Sangonetto—molto bella, troppo bella, ve lo dico io, che me ne intendo, e, da vent'anni in qua, non fo che studiare di questa importante materia. Non vi aspettavate la mia visita, lo so; ma fuggivate quella d'un altro. Vi basti di averla cansata e di averci, non fo per dire, guadagnato nel cambio. La Nena di Verezzi, che ci ha, senza farvi torto, il primo paio d'occhi di tutto il paese, dice che io sono il più bell'uomo del Finaro. Ah, ah! che ne dite? Non ha, buon gusto la Nena?—
La misera donna fremeva di paura e di orrore insieme, a vedersi quel ceffo dinanzi e a doverne udire le sconcie parole. Per fermo egli era preso dal vino. L'alito impuro dallo stravizzo le offendeva la nari.
Per altro, e non era forse a vedersi in cotesto un aiuto del cielo? che non avrebbe ardito prima d'allora il ribaldo, se i fumi del vino bevuto non gli avessero offuscato il cervello? A questo pensiero un fil di speranza le balenò nella mente, e, vincendo il raccapriccio ond'era tutta compresa, tentò, col dargli risposta, di guadagnar tempo su lui.