Il bombardiere obbedì, togliendo l'uncino arroventato dal braciere e accostandolo al focone. Seguì un lampo e insieme col lampo un fragore, uno schianto, come di folgore, che intronò le orecchie di tutti gli astanti e a qualcheduno fe' peggio. La palla era uscita, ma in pari tempo era andata in frantumi la canna. La signora Ninetta, la povera signora Ninetta, amore e delizia di Anselmo Campora, era andata dove vanno tutte le cose vecchie, e talvolta anco le giovani; e ben se ne avvide il suo cavalier servente, quando fu diradata la nube che lo scoppio della polvere aveva prodotta, e si udirono le strida di parecchi soldati, feriti dalle scheggie del pezzo.

—Ah, per l'anima di!….—gridò il Picchiasodo, che non sapeva più in nome di chi bestemmiare con frutto.—Birbe matricolate! La mia bombarda! La regina delle bombarde! Vedete un po'! E stamane, poi, proprio stamane! Ma che diamine avete voi fatto? Forse nel trarla quassù l'avreste lasciata ruzzolare pei sassi?

—No, messere Anselmo; s'è portata con ogni cura e non le si è fatto alcun male;—gridarono ad una voce i soldati.

—Già,—entrò a dire Giovanni di Trezzo,—tanto va la gatta al lardo che vi lascia lo zampino. Anche le bombarde sono mortali, e voi saprete quello che ha detto il poeta: Cosa bella e mortal…

—Sì, sì, ho capito!—interruppe il Campora.—Questa è opera del Cattabriga, che, fedele alla sua praticaccia, mi avrà risciacquato la bombarda coll'aceto.

Il Picchiasodo si apponeva; chè infatti il mal uso di lavar le bombarde coll'aceto era spesso cagione di simili guasti, e non tutti se ne volevano persuadere. Il Cattabriga, bombardiere a cui Anselmo Campora avea dato cagione di quella disgrazia, era lì per rispondere, chiedendo scusa al suo comandante, allorquando il Maso uscì fuori con una delle sue solite arguzie.

—Messer Anselmo—diss'egli—credete a me, non è l'aceto. La signora Ninetta è una bombarda per bene. Ha veduto il brutto coso con cui volevate appaiarla, e al disonore ha preferito la morte.—

Il Picchiasodo lo guardò un tratto in silenzio, come se stesse in forse, meditando la profondità dell'osservazione. L'amore per la sua povera bombarda gli diede il tracollo.

—Tu hai colpito nel punto,—gridò,—ed ecco una osservazione che ti salva la vita. A te! ami quest'uomo?—gli chiese, additandogli il Sangonetto.

—Come il fumo negli occhi!—rispose il Maso.—È un traditore del mio paese; faceva l'occhiolino ad una certa persona che è sempre piaciuta a me; ha fatto, come sento or ora, un'azionaccia… Come volete che io l'ami?