Volea replicare, il prode Sangonetto; ma sì, a farne la prova! Quel maledetto vecchio lo guardava con certi occhi da spiritato!
Così perdette la ciarla Tommaso Sangonetto, come il Picchiasodo avea perso l'occasione di misurarsi con lui. Frattanto i due avversarii, che già stavano colle spade sguainate, si fecero in mezzo dell'aia, pronti a impegnare il combattimento.
Giacomo Pico ne aveva una voglia spasimata. Così almeno mostravano gli atti impazienti e le contrazioni del volto. Messer Pietro era a gran pezza più calmo, e la faccia atteggiata al sorriso dinotava, non pure il disprezzo del pericolo, ma eziandio la certezza della vittoria. E la pugna in sè stessa e l'occasione dond'era venuta, parevano cosa da scherzo per lui. Certo il valentuomo s'era trovato più volte a simili scontri, fors'anco a più gravi, e quello doveva parergli la cosa più naturale dal mondo.
Incrociarono le spade. Ma era scritto lassù che il combattimento non dovesse aver principio così presto.
Un grido li rattenne in quel punto e li costrinse a smettere. Era mastro Bernardo che compariva sull'uscio di casa, col vassoio de' bicchieri in una mano e col suo fiasco prezioso nell'altra. Mai fiasco e bicchieri furono raccomandati a più trepide mani, e ben se ne avvide il Picchiasodo, che, voltatosi a quel grido improvviso, fu sollecito a sostenere que' dolcissimi pesi.
—Per amor del cielo, messeri, che vuol dir ciò?—chiese l'ostiere, con voce tremebonda.
—Animo, via, mastro Bernardo!—entra a dirgli il Picchiasodo, con quel suo piglio burlesco.—Non si sforacchiano mica le tue botti, nè la tua pancia, perbacco!
—Oh, Gesummaria! che cos'è stato? Ah capisco, ora!—soggiunse il povero oste, ricordandosi.—Messer Giacomino…. Ah, maledetta lingua! Ma spero che non andrete più oltre…. Nella mia osteria!… E che dirà il magnifico marchese quando saprà che avete fatto uno sfregio a suo genero…. al magnifico signor conte di Cascherano…. a un gentiluomo di quella fatta? Nobilissimo signore, per carità, non date retta alle offese di quel giovinastro. È un matto, credetelo…. e ai matti non si presta orecchio.—
E intanto che così parlava a frasi spezzate, come voleva lo stato dell'animo suo, mastro Bernardo, aiutato e costretto dal Picchiasodo, gli veniva mescendo il vino nel bicchiere.
Giacomo Pico a cui rinfiammavano lo sdegno le allusioni matrimoniali dell'oste, perdette a dirittura la pazienza al sentirsi dare di giovinastro e di matto.