—Come? che è stato? e da chi lo sai?—ripigliò il marchese, volgendosi alla ragazza con atto di profonda ansietà.
La Gilda, tutta confusa, ripetè allora ad alta voce come il Bardineto avesse combattuto in duello pur dianzi col cavaliere di Genova e fosse gravemente ferito all'osteria dell'Altino, dov'era accaduto lo scontro. La notizia era stata portata a lei da Tommaso Sangonetto, aiutante del notaio David, che stava ancora in anticamera, per aspettare i comandi del marchese. Disse infine tutto quel che sapeva; non già tutto quello che le aveva detto il nostro Tommaso, Egli diffatti, in mezzo alle notizie dell'accaduto, aveva trovato modo di schiccherarle una dichiarazione d'amore, che a lei era parsa sconvenevole al sommo, in quella occasione, e glielo sarebbe parsa, ne abbiam fede, in altre parecchie.
Ora, come si spiega cotesto, senza frugare un pochino negli arcani del cuore? Veramente, i segreti d'una bella ragazza non s'avrebbero a dire; ma noi siamo qui per raccontare, e non andremo fuori di carreggiata dicendo che la Gilda ci aveva il suo e che un uomo le aveva dato nell'occhio. Anche lei, cresciuta nella compagnia e nella benevolenza dei castellani, era diventata ambiziosa, come Giacomo Pico; per altro, siccome nel cuore d'una ragazza inesperta l'ambizione non mette ancora troppo in alto la mira, gli occhi della Gilda non s'erano levati fino ad un cavalier di corona; avevano fatto sosta sulla persona di quell'altro ambizioso, che era Giacomo Pico. Il giovinotto non le aveva mai detto nulla di singolare; nè occhiate, nè sospiri, avevano fatte le veci di una accesa parola; ma egli era così buono, così dolce, così grazioso con lei! Già si capisce che il Bardineto fosse tale, o si studiasse di parerlo, con quante persone attorniavano di consueto madonna Nicolosina. Epperò, fidandosi a quelle apparenze, la Gilda aveva pigliato un granchio, come a tante ragazze della sua età facilmente interviene. Egli è tuttavia da soggiungere, a lode delle donne, che esse, pigliato il primo, non ne pigliano più altri; li fanno pigliare.
Ciò posto in chiaro, si capirà come la Gilda fosse dolente per l'annunzio recato dal Sangonetto e come dovessero parerle sconvenevoli le digressioni da lui fatte per utile proprio. E non ne diciamo più altro.
Udita la Gilda, il marchese Galeotto volle vedere il messaggiero, che fu subito introdotto e raccontò, s'intende, l'accaduto a suo modo. Giacomo Pico era andato con esso lui a diporto sulla Caprazoppa. Scesi all'Altino, avevano udito di due cavalieri, che, prima di salire al castello, s'erano intrattenuti a curiosare per via e a pigliar lingua dei luoghi. Cotesto aveva insospettito il Bardineto; ambedue avevano fiutato i genovesi e s'erano messi sulle orme loro. Nel risalire alla volta del Borgo li avevano incontrati, ma già sul ritorno, e lì, una parola ne tira un'altra (il Sangonetto non ricordava più come), erano venuti alle grosse. Pico aveva la spada a sfidò a duello il Fregoso. Egli, Sangonetto, non l'aveva, e non potè essere che testimone al combattimento, che era finito colla peggio del suo povero amico.
—Fu un colpo disgraziato!—diceva il prode Tommaso.—Ed io non ho potuto ricattarmi sul compagno del Fregoso, perchè non avevo meco che questo coltello da caccia.
—Bravi giovani!—sclamò il dabben gentiluomo.—Ma dimmi, è così grave la ferita, che il nostro Pico non possa muoversi dall'Altino?
—Oh, non dico questo, magnifico messere; su d'una lettiga si potrà sicuramente portarlo via di laggiù.
—Va dunque; piglia quattro soldati alla porta di San Biagio e sia il nostro Giacomo condotto al castello, dove gli sarà usata ogni cura.
—Padre mio,—entrò a dire timidamente quell'anima pietosa di madonna
Nicolosina,—se noi gli andassimo incontro?