—Che ti ama!—notò il Bardineto con accento sarcastico.
—Sì,—rispose ella prontamente,—ma non quanto io lo detesto.—
—Fai bene, sai!—disse Giacomo, carezzandone accortamente i pensieri, mentre la traeva dolcemente a sè, per ravviarle i capegli sulle tempie.—Egli non intende l'amore; è di tempra volgare; desidera, non ama. Ed io t'amo. Sei bella,—soggiunse, notando un misto di sorpresa e d'incredulità che le traspariva dagli occhi,—sei bella come la vergine Maria, che frate Angelico ha raffigurata, e che i nostri signori custodiscono tanto gelosamente nella chiesa di San Giorgio. Come torno io ad avvedermi di ciò, io che fui tanto smemorato per giorni e per mesi? Vedi, Gilda, mia Gilda, sono stato cieco; che dirti di più? Si è fuori di senno talvolta, come si è presi dal vino. Certo la tua signora mi ha posto una malìa, per condurmi in mal punto, e spezzare il tuo povero cuore. Imperocchè, vedi, io lo sentivo, di essere amato da te. Erano le tue bianche mani che mi davano più grato refrigerio, quando le s'accostavano a medicarmi la ferita. Laggiù all'Altino, te ne rammenti? sei stata la prima a giungere, la prima a toccarmi. E desiderai di rimanere eternamente colà, quando sentii il tuo braccio scorrere lievemente sotto il mio capo per rialzarlo, quando sentii sulle mie guancie l'alito della tua giovinezza. E poi, quale follìa! Come ho potuto io uscir fuori di me? Credilo, fu una malìa. Più ti guardo, e più vedo che nessuna donna ti vince in bellezza. Occhi meravigliosi che han pianto tanto!…… Anche i miei, Gilda, ma non piangeranno più, o piangeranno per te. Labbra porporine, da cui mi sarà così dolce una parola di perdono! guancie morbide, che non respingeranno i miei baci!….—
Accesa di quelle parole, gittata di balzo in un mondo così nuovo per lei, Gilda trovò pure la forza di svincolarsi dalle strette del giovine.
—Ah no, messer Giacomo;—gridò ella piangente;—non è così che si ama.
—T'inganni;—le diss'egli, ma chetandosi tosto e persuadendola con atti riguardosi a sedere daccanto a lui, mentre stringeva una mano che ella non ebbe cuore di negargli;—t'inganni. L'amore è un'ebbrezza, uno spasimo; qualche volta un martirio. Non l'hai sentita tu una spina nel cuore, quando mi udivi, forsennato, implorar mercè da quella tua vanitosa signora?
—Non parlate così di lei,—diss'ella scorrucciata, ritraendo la mano,—o io crederò che l'amiate ancora.
Il Bardineto si morse le labbra.
—Ha ragione,—pensò egli tra sè,—ed io non sono ancora abbastanza esperto in cosifatte battaglie.—
Indi, rivoltosi a lei, prosegui raumiliato: