Per Maddalena, intanto, la sorte era gettata. Quella mattina venne in casa suo padre, e non disse parola. Era sovra pensiero, padron Giacomo, e non osava neanche volgere lo sguardo a sua figlia. Sentiva egli dentro di sè di aver fatto male a non sostenerla contro i voleri della sua arcigna metà? Maddalena pensò che così fosse davvero. Ella amava molto suo padre, come tutte le fanciulle che hanno la mamma cattiva, o che la provano ingiusta, e gli perdonò facilmente la sua debolezza maritale, anche vedendo che la debolezza di suo padre, conduceva lei, Maddalena, alla sua propria sventura. Ma era triste, per altro, era triste il dover obbedire al comando; nè ella sapeva ancora come si sarebbe piegata a farlo, nè come si sarebbe disposta a resistere. Quando si è giovani ed inesperti, ci sembra molto difficile trovare una via, in mezzo alle difficoltà della vita; ed ahimè, ci sembra difficile anche quando non si è più giovani ed inesperti come Maddalena Mendàro.

Tutto quel giorno monna Brigida stette chiusa, accigliata, e Maddalena andò a letto senz'altri interrogatorii. Ma il giorno seguente incominciò ad entrare in casa un tale, che fino allora non ci aveva posto piede. Era un uomo alto, dalle spalle quadre, dai capelli neri e dalla pelle olivastra; bell'uomo, per altro, e poteva anche piacere, a cui non dèsse noia il suo occhio torvo. Di solito, quel nuovo personaggio veniva a passeggio sul margine della strada fino alla barca arenata, che era come il centro della vita sociale di Varigotti, degnandosi di stare una mezz'ora a chiacchiera coi pescatori, che riposavano al sole, e con le guardie di finanza, che facevano l'occhiolino alle ragazze. Avea dato, passando, anche qualche sbirciata, ma più curiosa che altro, alla bella Maddalena; e questa, intenta al suo lavoro sulla soglia di casa, o non ne aveva fatto caso, o non se n'era avveduta.

Maddalena aveva udito solamente questo di lui: che, ritornato di fresco dal Nuovo Mondo e venuto a stabilirsi nel paese, non era altrimenti nativo di Varigotti, bensì d'una terra tra i monti, come a dire di Isasco, o delle Manie; che in America, o nelle Americhe, come si dice tra i Liguri, aveva fatto fortuna; che tutti lo chiamavano il Brasilero, senza più curarsi di cercare il suo nome, e finalmente che aveva comperato una casa e un pezzo di terra nella penisola, per far della casa un palazzo, e della terra, tutta piantata d'olivi, una villa magnifica, alla moderna, con un bel boschetto alle spalle della casa e un giardino inglese davanti, che tutti potessero vedere ed ammirare dalla spiaggia. Il bosco e il giardino erano ancora di là da venire; ma la vecchia casa era già restaurata, rintonacata, dipinta, e accresciuta di una torretta gotica, destinata a regger l'asta della bandiera domenicale e ad accogliere nei brevi fianchi la stanza dei colombi e le stie degli ortolani. I ponti erano stati levati da poco, e l'edifizio metteva in mostra la sua nuova fronte d'un rosso sfacciato, partita a cornicioni bianchi, su cui s'impostavano fasci di colonnini falsi, a sorreggere gli archi acuti e i rosoni, tutti falsi del pari, ond'erano sormontate e ingrandite all'occhio le troppo smilze finestre. Tra queste poi, che erano cinque sulla facciata, si vedevano dipinti, a chiaroscuro, un Colombo, un Galileo, un Torquato Tasso e un Raffaello Sanzio; quattro grand'uomini, quattro sciarrade per i naturali del paese. Da certe finestre finte, sul lato settentrionale dell'edifizio, si affacciavano donne di servizio, condannate al rovaio per tutti i trecentosessantacinque giorni dell'anno; pappagalli muti si beccavano la catenella al piede; scimmie mai più vedute si arrampicavano su per le intelaiature, scemate secondo le regole, sì e no, della prospettiva lineare. Insomma era una meraviglia di casa, solo a vederla di fuori. Dentro, fin allora, non ci aveva posto piede nessuno, perchè il Brasilero ci aveva tuttavia i manifattori; ma quello che ne prometteva l'esterno e quello che ne dicevano i fabbri, i legnaiuoli, i pittori, faceva inarcar le ciglia di quel popolino peschereccio, e guardare con un certo orgoglio paesano quell'edifizio rosseggiante a mezza costa tra il verde pallido degli olivi. Per contro, quella meraviglia dava noia a un bravo paesista, che soleva andare ogni anno a Varigotti, per fare, come diceva lui, “due fregacci dal vero„ e a cui una novità così goffa nella forma e così matta nel colore, come la casa del Brasilero, guastava senz'altro un bel fondo di quadro.

Ma è tempo che lasciamo stare la casa e ritorniamo al padrone. Vederlo entrare nella stanza del pianterreno, e capire ogni cosa, fu un punto solo per Maddalena. Le donne stavano sedute poco lunge dall'uscio, a lavorare; la madre rifacendo le maglie d'una rete in cui quella mattina avevano dato i delfini, la figlia rattoppando i cenci del babbo. Quando il Brasilero fu dentro, il viso di Maddalena si fece più bianco di que' cenci, e il suo cuore provò una stretta dolorosa.

Egli non guardò nemmeno la fanciulla, e andò diritto verso monna Brigida, a cui stese la mano.

— Oh, Brasilero.... signor Andrea, che onore per noi di avere una vostra visita in questo tugurio! — gridò la vecchia alzandosi a mezzo.

— Che cosa dite, sposa? — esclamò il Brasilero, appoggiando la frase con una crollatina di spalle. — Vi ringrazio di avermi lasciato entrare. La casa non fa le persone; le persone son quelle che fanno la casa.

— Questa, poi, è verità sacrosanta; — replicò monna Brigida. — Maddalena, offri una sedia al signor Andrea. —

Maddalena, che non aveva ancora levati gli occhi da' suoi cenci, si alzò per obbedire al comando.

— Mi rincresce di scomodare questa bella ragazza; — disse il Brasilero, in atto di muoversi lui, per cansarle la fatica. — È vostra figlia?