Maddalena ne aveva avuto il presentimento; ma la verità, spiattellata così crudamente da sua madre, era più dolorosa a gran pezza.

— Sì, — ripigliò monna Brigida, non badando a un gemito che sfuggiva allora dalle labbra di sua figlia, — tu devi sposarlo, perchè egli è molto ricco.

— Madre mia, perdonate; — osò rispondere Maddalena. — Non avevate detto voi stessa che io dovevo sposare un povero, un pescatore, come lo avete sposato voi?

— Ho detto, ho detto, e ora mi disdico; — brontolò monna Brigida, guardando la figliuola con occhi di basilisco. — Noi siamo poveri in canna, e quello là è ricco come il mare. Gli piaci, me lo ha detto, ti farà lui una dote di cinquantamila lire. Capisci? Di cinquantamila lire, che non parrebbe vero, neanche a sognarcelo. Sarai sua moglie, abiterai nel palazzo nuovo, e ne creperà dalla rabbia tutto il paese.

— Io non ho di queste idee; — replicò modestamente la fanciulla.

— Le ha tua madre, e basta. Non mi dar noia, sai? E sopra tutto non incominciar oggi a rispondermi. Ti ho fatta, e son capace di disfarti con queste mie mani. Le vedi? Il primo saluto che ti arriva è un ceffone. —

Maddalena non aperse più bocca. Intese che con sua madre non aveva nulla a sperare, e, divorando le lagrime, raccomandò la sua anima a Dio. Non poteva egli mandarle a difesa suo padre? Era fiacco, padron Giacomo, era filosofo; ma si trattava po' poi della felicità o della infelicità di sua figlia. Non era quello il caso di farsi vivo, una volta tanto, e di ripigliare la propria autorità maritale?

VI.

L'ingresso del Brasilero nella casa di Maddalena era avvenuto un sabato. La domenica mattina, monna Brigida, ancora inviperita contro sua figlia, lasciò che questa andasse col padre all'unica messa della parrocchia. Non ce n'è che una, infatti, perchè la mensa parrocchiale di Varigotti non può mantenere che un prete, che è il parroco; e questi, durante la messa, tra un oremus ed un altro, fa anche la spiegazione del Vangelo ai devoti.

Nei mesi dell'estate soleva anche venire in vacanza a Varigotti un vecchio prete, cappellano della Sistina di Savona: una cappella dove Sisto IV raccolse le ceneri de' suoi genitori, e dove io, dal sullodato prete, ho avuti i primi rudimenti della lingua di Cicerone a colpi di riga sui polpastrelli delle dita. Come ciò aiutasse a farmi entrare le declinazioni in testa, io veramente non so; forse è da credere che il sangue, richiamato da quelle sollecitazioni alla sommità delle dita, mi lasciasse il cervello più libero e pronto ad accogliere gli elementi del Donatello. Comunque sia, il mio prete (brav'uomo del resto, quando non era in sagrestia, con la riga in pugno, tra otto o dieci ignoranti della mia forza) andava ogni anno a passar mezza l'estate e una parte dell'autunno a Varigotti, dove egli aveva la casa dei suoi maggiori, e là usava dir messa ogni giorno in una sua cappella domestica. Quasi tutte le vecchie del paese, che non avevano tempo nè voglia di mettersi in fronzoli per andare alla parrocchia, sentivano la messa bassa del canonico Rossi. Ed eccovi spiegato, il più brevemente che per me si potesse, come monna Brigida, senza venir meno ai suoi doveri religiosi, potesse lasciar andare la figliuola a sentir messa col babbo.