— Che cosa sperate? — gli chiese egli un giorno.
— Niente; — rispose Pietro, sospirando. — Sua madre è contraria, e sua madre comanda. Ma lei....
— Non vi aspetterà; — interruppe Andrea. — Non potrà aspettarvi, perchè, intorno ad una ragazza così bella come voi la dipingete, si affolleranno i partiti, e sua madre la obbligherà a risolversi.
— Non mi parlate di ciò, ve ne prego. Lasciatemi questa fede, che Maddalena sarà mia, o di nessuno. Questa è la mia forza; se questa mi mancasse, morrei di crepacuore. —
Dentro di sè il Brasilero pensava che tanta fede, tanta sicurezza, fosse un'illusione della mente di Pietro. Come avrebbe potuto la fanciulla resistere lungamente alla volontà dei parenti? Fino a tanto si fosse trattato di partiti grami o mediocri, pazienza; ma una ragazza così bella, così divinamente bella, da far perdere la testa ad un giovane così serio, e in tutte l'altre cose assennato, come il suo amico Bardini, poteva mai restare zitella più a lungo, specie se si fosse presentato alla sua famiglia, in veste di pretendente, ed anche un pochettino a lei, figlia d'Eva, un tale, come lo immaginava lui (e all'uopo avrebbe saputo dirne il nome), un tale che avesse tanti danari da comperare, non che lei, tutto il paesello di Varigotti? E quando pensava in quel modo, gli dava noia quella certezza di Pietro, gli dava anche più noia quella descrizione di una bellezza straordinaria, quell'accenno continuo ad un possesso futuro, che doveva rendere felice, sovrumanamente felice, il suo amico Bardini.
Avete mai osservato quello che avviene, quando tra due amici si ragiona di una donna che uno di essi ama? L'uno dipinge, celebra e canta; l'altro ascolta, ammira ed invidia. Gli pare che quella felicità descritta andrebbe a lui, che quella beatitudine intravveduta sia proprio rubata a lui. Prima di tutto, perchè quella donna così bella ed amabile non è là, dove voi siete? Perchè tanta grazia e tanto tesoro d'ineffabili dolcezze in una lontana regione? Vi si parla d'un mondo ignoto, a cui sorride un cielo più azzurro, a cui risplende un sole più luminoso del vostro. Vorreste esserci in persona, laggiù, come giù col pensiero vi ci ha condotto l'amico; e dite in cuor vostro: Perchè non son io al posto di quest'altro? Non potrebbe, quella donna, non dovrebbe amar me? E siete onesto, e siete leale, siete la perla degli amici; ma da quel senso geloso, profondamente umano, non sapete guardarvi. Tanto siam pari nel sentire certe cose, quanti nascemmo dal simbolico impasto di alito divino e di argilla terrestre! Togliete l'onestà, la lealtà, le sublimi delicatezze dell'amicizia; mettete in quella vece un mezzo selvaggio, con la mobilità de' suoi capricci, l'impeto delle sue passioni, lo struggimento delle sue cupidigie; il parlargli della donna che amate, della felicità che sperate, dei modi con cui vi argomentate di ottenerla, sarà come il descrivere le ricchezze del vostro scrigno ad un ladro e confidargli per giunta in qual cassetto della scrivanìa custodite la chiave.
E quella tentazione durò settimane e mesi; mentre l'anima di Andrea Ralli non aveva bisogno di tanto. Il Metastasio, in otto versi graziosi, ha espresso un concetto moralmente giustissimo, quantunque non confortato da nessuna prova di storia naturale, a proposito del fiore, della serpe e dell'ape. Nel cuore di Andrea Ralli il dolce umore, succhiato dal calice della bellezza, si era fatto veleno. Egli aveva incominciato ad amare, o a desiderare, che per lui era tutt'uno; ma aveva anche incominciato ad odiare qualcuno.
Il carico dello Zio Erasmo era quasi compiuto, e Andrea Ralli ritornava ancora una volta all'assalto.
— Dunque, non volete accettare la mia proposta, e ritornare nel Matto Grosso?
— No, scusatemi, Andrea. Appena giunto a Rio Janeiro e consegnato il carico, o ricevo ordine di andare in Europa, o trovo un bastimento di ritorno, e prendo imbarco su quello. Oramai non ne posso più, mi capite, non ne posso più.