—Di esser sincero? Non ne dubiti nè ora nè mai! Voglio ad ogni costo meritar la sua stima; almeno quella!…—soggiunsi, lasciandole intendere il resto.
Si fece un po' rossa; ma voleva padroneggiarsi, e ne venne a capo. Del resto, si capiva ch'ella aveva accettato battaglia, e che, avendola accettata, voleva anche attaccarla a suo modo.
—Ottimamente;—diss'ella.—Or dunque, alla prova, e in una cosa da nulla; badi, proprio da nulla, salvo la difficoltà dell'indovinare di chi parlo, perchè io non l'aiuterò punto punto. Dove l'aveva incontrata? Perchè c'era, non è così?
—Sì, c'era;—risposi.—Anzi, c'eravamo, e avevamo presa la fuga. Essa non voleva, rendiamole giustizia; son io che ho voluto ad ogni costo, e posso dirgliene il perchè.
—Lasci che la interroghi io;—replicò la mia giudichessa.—Ella deve rispondere ancora alla mia prima domanda. Dove l'aveva incontrata?
—Là, a cinquanta passi da noi, dove Ella vede appunto quel rigagnolo che attraversa la strada.
—A caso? Non l'aspettava, come aspettava oggi?
—Sull'onor mio, e per il conto che io faccio della sua stima, non l'aspettavo. Scendevo dal bottaccio, mi avviavo da questa parte, quando improvvisamente l'ho veduta. Giuro inoltre che se fossi stato in tempo di cansarmi, l'avrei fatto; e con che gusto, se lo può figurare.
—Io, veramente, non mi posso figurar nulla. E poi? dove sono andati?
—Vuole che rifacciamo la strada, signorina? A passo a passo le racconterò ogni cosa, come l'ho scritta nel mio memoriale, ch'Ella non ha voluto leggere.