—Come siete bene qui! Opera vostra?…
—Povero addobbo!—diss'ella.—Mi mancavano tante cose, quando ci sono arrivata! Ho fatto quel che ho potuto, adattando al mio gusto una casa d'altri. Sapete bene com'è venuta a noi, per pagamento d'un credito che aveva mio marito, e che non si sarebbe potuto ricuperare altrimenti. A lui da princìpio pareva una gran cosa, avendo appunto bisogno d'aria di montagna; a me invece non piaceva affatto. Ora a lui non va più, perchè gli hanno ordinate le acque di San Pellegrino, e piace a me poichè ho dovuto adattarmici per una stagione. Se potrò aggiustarla del tutto a modo mio, mi ci troverò meglio un altr'anno. E voi, Morelli, venite tutti gli anni in Corsenna?
—È il prim'anno, questo. Anzi, non sapevo che fosse un luogo tanto frequentato. Ero venuto per istudiarci, figuratevi!
—Oh, ci studierete, dando agli amici appena appena quel po' di tempo che potrete. Scegliendo bene, si possono risparmiare molte ore. E voi, con tanto ingegno che avete, non potete sottrarvi al lavoro. Sarebbe un delitto. Che cosa avete pubblicato, fin qui?
—Niente, signora, o quasi niente. Già, per far numero tra i mediocri, è inutile stampare.
—Che cosa dite voi mai? Parlano tutti di voi con tanta ammirazione!
—Già, perchè non fo nulla. Se facessi, mi giudicherebbero diversamente. Così va il mondo, signora. Ma noi c'inganniamo volentieri l'un l'altro, esso prodigandomi una stima che è tutta fondata sulla certezza della mia pigrizia invincibile, io godendone senza risparmio, e pensando che quella stima io la perderei senza fallo, se mai mi decidessi ad uscir dalla nuvola.
—Che pessimismo! Ma voi dite per celia, non è vero? e non avete una così brutta opinione di tante persone gentili che aspettano luce e conforto da voi.
—Un po' tardi, se mai! Non sapete che ho già trentacinque anni?
—Trentacinque!—esclamò la contessa.—In verità, vi credevo a mala pena sui trenta. Ma che cosa son poi trentacinque anni?—soggiunse.—La virilità della gioventù, per un uomo. Io ne ho ventisei, e come donna posso dirmi vicina alla maturità. Che differenza tra noi! Ma gli anni, con le rughe che portano a noi donne, non mi toglieranno di seguirvi nei vostri trionfi. Mi leggerete quello che fate, non è vero?—