—No, dico quello che ne penso, secondo il mio costume. E dirò ancora che per la forma non sarà da mettere tra gli esempi di bello scrivere.

—Certo…. non credo che sia da annoverarsi tra le mie cose migliori.
Ma è così, e non si muta.

—Vuol dunque essere una lettera insolente?

—Se tu vuoi sposare la signorina Wilson, sì, vuol essere insolentissima.—

Filippo Ferri si buttò a sedere sulla mia poltrona, e ci rimase un tratto in silenzio, ruotando gli occhi, tormentandosi i baffi.

—Oh, perdio!—-esclamò finalmente.—Non la vuoi capire, che questo è uno sciocco litigio, e mi secca?

—E tu,—replicai,—non la vuoi capire che c'è una donna di mezzo, e che su questo capitolo non si scherza e non si transige? Toccami qui, e sarò una bestia feroce. L'antico uomo non muore.

—Complimenti all'atavismo! Ma io, per tua norma, non dò il passo agl'istinti, e per ragion di donne non mi sono battuto mai.

—Bene! Se ti sentisse quella!…

—E vorrei che mi sentisse; darebbe ragione a me e torto a te. Alle donne, rispetto ed ossequio in ogni occasione; non è ossequio nè rispetto tirarle in questi balli sanguinosi, dove non c'è altro guadagno per loro che di scivolare. Ti rammenti ch'io abbia mai dato indietro d'un passo, e davanti a chicchessia? Sei stato tre volte padrino mio in questioni d'onore; sai che in simili giostre ho toccata la dozzina.