—È tutto qui?—chiese il padre Bonaventura con quell'aria sbadata che aveva assunta fin da principio.

—O che?—esclamò meravigliato il Collini.—Non vi pare che basti?

—Per che farne?—ribattè il padre Bonaventura, stringendosi nelle spalle.

—Per che farne, voi dite? Per andare a Palazzo, avvisarne le autorità, e quando costoro siano invischiati per bene, farli cogliere e mettere in gattabuia.

—Benissimo, Collini! Aspettare che siano caduti in trappola…. che non possano più dare indietro…. Sì certo, è un accorgimento di buon conio; ma chi vi dice che le autorità non ne sappiano quanto voi?

—Oh, è impossibile che ne abbiano sentore. Fino ad ora non c'è nulla di fatto; sono discorsi accademici, tra i caporioni, i quali non li hanno certamente lasciati trapelare.

—Sì, lo so che non c'è nulla di fatto….—soggiunse il padre
Bonaventura.

—Lo sapete?

—Sicuramente; perchè farne le meraviglie? Voi pagate per sapere; io so senza pagare.

—Come? da chi?