—Suo nipote! E che ha Ella a temere di suo nipote?—gridò il padre Bonaventura.—Signor Giovanni, quando vorrà Ella intendere che i nostri parenti sono i nostri peggiori nemici? È una trista verità, dolorosissima a dirsi, e il nostro cuore d'uomini e di cristiani ricusa di acconciarvisi; lo so. Pure, è così. Costoro si accostano al nostro letto, non come amici, ma come eredi: sono iene che odorano il cadavere.
—Mio nipote,—rispose l'infermo,—non ha mai voluto un soldo da me.
—Artifizi, signor Giovanni. E che altro avrebbe ad essere? Egli alla perfine sa di essere suo nipote e di aver diritto alla sua eredità. Oh uomini, uomini! Ma noi, per quale tornaconto nostro ci siamo fatti ad assisterla? Le nostre ragioni sono note: di personali non ce n'è punto; si fa tutto per il trionfo della religione, e a questo sacrificheremmo ogni cosa, anche la nostra amicizia per Lei. Ella è convenientemente ricco, signor Giovanni, ed è pure delle sue ricchezze che io mi occupo, come di ogni altra cosa sua. Dio non le ha dato di ammassarle perchè vadano poi in mano di scostumati libertini. Ecco perchè Le raccomandavo di fare il suo testamento, quando Ella non era in pericolo di vita; ed ecco perchè la consiglierei ancora adesso a far ciò, se non reputassi debito mio operare diverso….—
A queste parole il vecchio banchiere aguzzò gli orecchi, e fece tanto d'occhi per guardare il suo interlocutore. Questi proseguì sulla medesima solfa, tra il dolce e l'amaro:
—Debito mio! Non lo so. Fors'anche m'inganno, e fo peggio. Ma Iddio mi è testimone della onestà dei propositi, e mi perdonerà se io commetto errore, non insistendo più oltre presso di Lei. Sì, signor Giovanni, ho pensato di non chiederle più nulla. Speravo che Iddio le avrebbe restituita la sanità in ricompensa delle sue buone opere; oggi in cambio lo supplico di concederle la grazia, senza che queste opere siano venute a far fede della sua pietà cristiana. Egli è grande e misericordioso, e la sua infinita bontà di sovente si compiace nello spargersi sui più ostinati peccatori.—
Il Vitali non rispose nulla a quella intemerata. Le parole erano amare, ma la sostanza era dolce. Il padre Bonaventura non gli chiedeva più che facesse testamento, e questo era il busilli.
Tuttavia, se non rispose al discorso di lui, fu sollecito a ricondurre la conversazione su ciò che più gli premeva.
—Padre,—disse egli,—mi consigli Lei. Come posso fare a mandar via quell'altro?
—Eh, se non vuol altro, la servo subito. Battista.—
E così dicendo il padre Bonaventura andò fino all'uscio della camera, per chiamare il maggiordomo. Battista fu pronto a rispondere, e come fu presso il letto del padrone, gli chiese che cosa volesse da lui.