—Allora ci sarà una ruggine del Montalto con voi.

—Eh, qui penso che abbiate ragione, Salvani. Egli deve volermi un mal di morte, perchè gli ho lasciato sempre intendere di non stimarlo gran che.

—Male!—esclamò Lorenzo.—Consentite a me, più giovine di voi, ma vostro antico compagno alle medesime scuole, di sgridarvene un poco. Gli uomini bisogna stimarli tutti, senza accarezzarne nessuno. Ora a noi; in che cosa posso esservi utile?

—Già lo immaginate, poichè vi ho detto d'esser venuto chiedervi un servizio. Fatemi da padrino.

—Sta bene;—disse Lorenzo, accennando del capo.—Siete pratico d'armi?

—E di sciabola e di spada ho tre anni di scuola, da Licurgo Cavalli.

—Ce n'è d'avanzo. E di pistola?

—Mi son sempre esercitato.

—Ottimamente! Due grammi di coraggio, di cui non patirete certamente difetto; due di sangue freddo, che è proprio dell'arte vostra, e siete armato di tutto punto. Dove abita questo Montalto?

—In via Balbi.