—Vuoi scommettere?
—No, Assereto; non scommetto mai. Spero che quella sia la carrozza del Collini, e non mi curo del rimanente.
—Ed io ti dico che sono gli altri.
—Vedremo.
—Sta bene, vedremo. Ma intanto, se egli non viene, che cosa si fa?
—E che cosa vorresti fare?—chiese Lorenzo.—Già, credilo, il Collini non istarà molto a giungere, e quasi mi pare di fargli villania a darti retta. Ma, dato e non concesso, come dici tu, con eleganza curiale, che egli non venisse, la cosa è chiara come un'operazione aritmetica. Si va sul terreno, e si fa testimonianza dell'accaduto.
—Profferendosi prima ai comandi della parte avversaria,—interruppe l'Assereto.
—S'intende; ma è anche debito di gentiluomini rifiutare la generosa offerta; e i poveri padrini di un vigliacco se le vanno a capo chino e con la coda tra le gambe, come cani bastonati.
—Convieni che sarebbe una brutta cosa….
—È verissimo; ma che vorresti tu farci? A certi malanni che capitano tra capo e collo non c'è rimedio che tenga. Ma ecco la carrozza che gira il gomito della salita.