—Davvero? Ah, mi avvedo che perdiamo il capo ambedue. Siatemi invece cortese di finir l'opera vostra. Il mio disegno vi attende, perchè gli diate l'ultima mano.
—Debbo finirlo? Vi preme tanto?
—O che, non mi avrebbe a premere? Qual conto fate di me? Suvvia, da bravo, venite.—
Ciò detto, la contessa Matilde si alzò e condusse Lorenzo al tavolino.
—Ma non son buono a far nulla,—diss'egli, poichè si fu seduto dinanzi al suo bozzetto,—se voi non vi mettete da capo ad ispirarmi.
—Intendiamoci, anzitutto!—rispose la contessa alzando l'indice con gesto leggiadro;—voi non mi direte più nulla?
—Ve lo prometto, ma, ve ne prego, ripigliate il posto di prima.—
La bionda contessa sorrise, e posta la mano sulla spalliera della scranna chinò il capo fin presso alla guancia del giovine, in atto di guardare i segni che gli uscivano dalla matita.
E noi in questa positura li lasceremo ambedue, poichè ci stanno benissimo, e non si annoieranno di certo.