—E a Nervi?—chiese Aloise, così __pro forma__.
—A Nervi ci andremo poi per riposare i muscoli. E poi, che cosa c'importa di vedere, colà? Abbiamo detto a Nervi, come avremmo detto al Giappone, per fare una passeggiata, e siamo padroni di mutare l'itinerario. E poi, sentimi, due passi a piedi ti faranno anche bene.
—Sei tu mai stato alla villa Vivaldi?
—Io no; ma che importa? Ci aprirà il giardiniere.
—Andiamo dunque.
—Andiamo. Ehi, cocchiere!—gridò il Pietrasanta.—Lasciate la strada maestra e prendete quell'altra a sinistra. Vogliamo andare alla villa Vivaldi, là da quel cancello verde che vedete.—
Il cocchiere obbedì e la carrozza fu in breve davanti al cancello di ferro fuso, sormontato da uno stemma partito di rosso e d'argento, col capo d'oro all'aquila nascente di nero, coronata e rostrata d'oro.
Due forti scampanellate chiamarono il giardiniere, il quale, veduti i due signori, e indovinandoli d'alto bordo, si affrettò ad aprire, e a riceverli col cappello in mano, dinanzi allo smontatoio della carrozza.
—Amico,—disse il Pietrasanta,—vorremmo entrare, con vostra licenza, a vedere un poco questa magnifica villa.
—Oh, sono padroni!—rispose l'altro con due inchini; e fattili entrare davanti a sè, richiuse il cancello.