Immagini il lettore che senso facesse sull'animo del maggiore quella breve risposta. Rigo Salvani balzò dalla sedia, corse ad abbracciare il figliuolo, e tirandolo con dolce violenza sotto il lume d'una candela, gridò:

—È lui, proprio lui!—

Ma l'ebbrezza di quell'amplesso paterno non fu lunga; il maggiore, lasciata la bruna testa del figlio, che teneva stretta nelle palme, ripigliò con accento di rimprovero:

—E tua madre, disgraziato?

—Mia madre,—rispose l'adolescente,—mi ha data la sua benedizione, trovando giusto che dov'era il padre potesse stare anche il figlio.—

Il maggiore stette un istante a guardare quel sedicenne che ci aveva le risposte così pronte, e che stava lì ritto e rispettoso davanti a lui nella posizione del soldato senz'armi; poscia borbottò tra i denti:

—Infine, ha ragione, ci può stare anche lui.—Abbracciò allora una seconda volta suo figlio, e dopo averselo fatto sedere vicino, e chiestogli le nuove di casa, proseguì:

—E adesso, in che compagnia sei?

—In nessuna, signor maggiore. Desidero di servire sotto il vostro comando, se non vi è discaro.

—Sta bene; e quando sei giunto?