—Gliel'avete ridata?—proseguì egli, con piglio sarcastico, mentr'ella balbettava alcune frasi scucite.

—Sì, amico mio;—soggiunse allora la gentildonna.—Forse ho fatto male; ma, in verità, mi doleva troppo di vederla piangere. Le avevo detto, per chetarla, che quel poco denaro era in mie mani, e, cavata la borsa, lo feci vedere a lei, dicendole che lo tenesse pure, a patto di non farne mal uso. Poverina! Erano due monete da due lire, con altre poche di minor prezzo, sette lire in tutto. Ella cercò subito la moneta del segreto, la baciò, e restituendomi le altre, mi disse: «permettetemi, signora, che io tenga questa; è il primo frutto de' miei lavori di ricamo, ai quali avevo posto mano per non esser troppo d'aggravio al mio ottimo fratello.» Io m'ero bensì avveduta, che, innanzi di trascegliere quella moneta, ella aveva considerate attentamente le due consimili….

—Mentiva!—notò Bonaventura, col medesimo accento beffardo.

—No padre! Quando io le chiesi come avesse conosciuta la moneta, tra due che ce n'erano della medesima forma, ella mi guardò con aria di candore, mi baciò le mani, e in cambio di dirmi, come avrebbe potuto, che l'avrebbe conosciuta dall'anno o da altro segno particolare, confessò che era una moneta cavata da due altre, lavorate dentro a guisa di scatola, e commesse insieme la mercè d'una vite che girava internamente lungo la costa. Quelle quattro lire, ridotte a parer due, erano proprio il primo frutto delle sue veglie; ma dentro c'era il ritratto di Lorenzo Salvani, suo fratello, suo protettore. Voi ben vedete, o padre, che la poverina non sapeva mentire.

—L'amate molto! È strano!—saettò il gesuita, facendo sibilar le parole dai denti chiusi e dalla chiostra delle dita, che andavano tormentando irrequiete il campo raso del labbro superiore.

Lilla chinò gli occhi sul pavimento e non disse verbo.

—Queste figlie del peccato,—proseguì egli, dopo una breve pausa, per conficcar lo strale nella ferita,—hanno tutta la caparbietà della loro origine. Eppure, bisognerà ch'ella si disponga a farsi monaca; e voi, marchesa, vi adoprerete domani a vincere la sua ostinatezza.

—Padre!—esclamò la gentildonna, con accento supplichevole.

Bonaventura crollò superbamente le spalle.

—Orbene—diss'egli—sia come volete, e il mondo dica ciò che gli pare.