—È ufficio mio; ho l'uomo da ciò; giovine, costumato, ben avviato, diventerà anche un uomo ragguardevole in mezzo a questa turba di sciocchi.
—Oh, se faceste ciò!—
Bonaventura la interruppe, accostandosi a lei con satanico piglio, e sussurrandole due parole, due sataniche parole, all'orecchio.
Lilla abbassò gli occhi, e due grosse lagrime le scesero per le guance sul petto.
—Orbene?—chiese egli sommesso, ma con piglio
riciso.
—Che debbo io dirvi?—esclamò ella alzando al cielo le ciglia lagrimose.—Che io possa vedere contenta mia figlia, non farla infelice per tutta la vita….
—E lo giurate?—incalzò Bonaventura.
Lilla si recò una mano sul volto, e singhiozzando gli porse, o per dire più veramente, lasciò ch'egli afferrase l'altra e la stringesse nella sua.
—Marchesa,—disse Bonaventura, pigliando subitamente commiato da lei,—oggi stesso mi adoprerò per questo negozio. Domani, innanzi di andare a San Silvestro, aspettatemi.—
Ed uscì dal salotto, con passo lieve e guardingo, quasi ella dormisse ed egli non volesse turbarla. Lilla rimase ancora un tratto così abbandonata sul sofà, colla testa supina contro la spalliera e le palme raccolte sul viso. Si alzò finalmente, guardandosi intorno con occhi smarriti, e prese barcollando la via della sua camera, dove andò a cadere sulla predellina d'un inginocchiatoio, dando in uno scoppio di pianto a' piedi di un crocifisso che pendeva dalla parete, e col capo chino pareva guardarla e compiangerla.