—Credo non ne abbia alcuno, salvo il Collini, che lo tirò dapprima in quel suo garbuglio che sapete, e poi, quando egli se ne cavò valorosamente colle sue mani, gliene volle un mal di morte.
—Il Collini! Non mi basta;—sentenziò il Giuliani.—Costui è un ambizioso; ma non è, non può essere altri che uno stromento in mano di più ragguardevoli bricconi.
—D'altri non so, e non credo;—proseguì l'Assereto.—Il mio amico Lorenzo se ne è vissuto sempre ne' suoi panni, lontano da ogni briga….
—No, no, il Salvani non c'entra, o c'entra soltanto di sbieco. Qui bisogna tener d'occhio il segreto domestico, la nascita della sua sorella adottiva. Non vedete come tutto è riuscito ad un fine? La perquisizione architettata da questo ignoto avversario, non mira ad altro che ad agguantare la cassettina d'ebano. Dopo la perquisizione, viene il tiro alla ragazza. A proposito, come nasce ella?
—Il segreto era appunto nella cassettina, e Lorenzo ne aveva accennato nella sua lettera al marchese di Montalto.
—Perchè al marchese di Montalto?
—Perchè la fanciulla verrebbe ad essergli congiunta di sangue, come figlia ad un zio paterno del signor Aloise, che è morto in esilio, or fanno dodici anni.
—E la madre?
—Non lo so; Lorenzo ne ha letto il nome in un carteggio che era chiuso nella cassettina, ma non ne ha detto nulla a me, nè al signor Aloise.
—Bisognerà vederlo, e saper questo nome.