— Oh Dio! — riprese egli, sforzandosi di volgere il discorso alla celia. — Ci sono dunque delle eccezioni alla vostra santissima legge?

[pg!2] — C'è questa, mio caro; — sentenziò la signora. — Gl'inviti solenni, in una casa bene ordinata, li fanno marito e moglie coi loro nomi uniti in una formula unica. Nei casi ordinarii, e d'una certa confidenza, invita la signora, intendendosi annuente il marito. Alla fin fine, non è lei che governa la casa? —

Raimondo chinò la fronte con aria contrita.

— Vizio di forma, adunque; — conchiuse egli. — Puoi sanarlo tu, andando a far visita, e confermando l'invito.

— No, caro; guasterei. C'è poi la sostanza, che non mi va.

— E perchè, se è lecito saperlo? Quelle buone signore si ritrovano qui, lontane da casa loro, al Danieli. Un albergo, sia pur di prim'ordine, è sempre un'albergo; e in giorni come questi....

— Male! — interruppe la signora, che non voleva passarne una. — Perchè si ritrovano a Venezia per l'ultimo giorno dell'anno? Se ci penso, non è neanche stagione per addormentarsi qui, sulla “tacita Laguna„.

— Ne sai la ragione; — si provò a rispondere Raimondo colla usata dolcezza. — Il figliuolo che è qui al dipartimento navale....

— Per Natale e Capo d'anno potevano ottenergli una licenza, e portarselo a Milano; — ribattè la signora. — Si lascia così solo laggiù il capo di casa? E in giorni come questi (son tue parole), in giorni come questi, sacri al raccoglimento delle famiglie?

— Eh, ci avrà pure pensato, la signora Eleonora; — osservò pacatamente Raimondo; — avrà domandato e [pg!3] non avrà ottenuto. Del resto, che t'ho a dire? Comunque sia andata la cosa, poichè le signore Cantelli sono rimaste qui, a noi non rimaneva altro che fare il dover nostro; non ti pare? —