A Edmondo De Amicis,
A te, che hai veduto nella mia Legge Oppia alcun che di buono, a te, che hai cuore pari allo ingegno, a te, che io amo sopra tutti i miei fratelli nell'arte, è dedicata l'opera mia.
Certo, avrei dovuto intitolarti una cosa migliore. Senonchè, ad aspettare che l'ingegno mio dèsse frutto veramente degno di te, avrei dovuto durarla di troppo, e questa pubblica testimonianza di affetto sarebbe stata anco rimandata «al limitar di Dite». Abbiti dunque, lontano amico, questa mia Legge Oppia, e fàlle il buon viso, che solevi fare al tuo
Di Genova, il 21 dicembre del 1872.
ANTON GIULIO BARRILI.
INTERLOCUTORI
- BIRRIA, servo.
- MIRRINA, liberta.
- CLAUDIA VALERIA, moglie di L. V. Flacco.
- MARZIA ATINIA, figlia di Claudia.
- VOLUSIA, figlia di Claudia.
- ANNIA LUSCINA, matrona romana.
- MARCO FUNDANIO, tribuno.
- LICINIA, moglie di M. P. Catone.
- FULVIA, sorella di Catone.
- LUCIO VALERIO, tribuno.
- TITO MACCIO PLAUTO, poeta comico.
- MARCO PORCIO CATONE, console.
- ERENNIO, littore.
- IL CÒRAGO.
- MATERINA, moglie di Erennio.
- IL BANDITORE.
Donne — Magistrati — Popolo.