Licinia

In verità, l'ottava meraviglia! Ed è la tua ornatrice?

(a Claudia)

Claudia

Sì, ed ornata alla sua volta da quella bricconcella di Marzia, colle spoglie venute di Grecia.

(Tutti, tranne Fulvia che rimane in disparte, vanno a considerare minutamente Mirrina)

Marzia

Eccovi; fo come Iperide, l'oratore ateniese, allorquando, per guadagnare la causa della sua bella cliente, la messe in mostra nell'Areopago. Questa è l'acconciatura greca, coll'anadèma ed i capegli ricadenti a ricciolini sul fronte. A noi, con queste tunicacce, non andrebbe; ma, con una veste sontuosa, fa spicco. Non è egli vero? Eccovi; questa è la nostra stola, ma più aggraziata, colle maniche serrate al pugno da armille d'oro, stretta da due cinture all'imbusto e colla giunta dello strascico. Dite, non aggiunge maestà al portamento?

(Mirrina fa alcuni passi lungo la scena)