(che era andato verso la fauce a curiosare nel peristilio, torna sollecito)

Son qua.

Catone

Figùrati; entro in casa e trovo il servo di mia moglie che usciva. Si tira da un lato, il manigoldo, e con la sua voce sguaiata mi sfrombola un chere despòtu; mi saluta in greco! A me! Ma dove le imparano, dico io? Perfino Erennio, il mio littore, ha impallidito dallo sdegno. Non è egli vero?

Erennio

La lingua dei padri è sacra, come il diritto dei Penati di Roma.

Plauto

(da sè)

Bravo, il littore! O non pare una delle Dodici Tavole?

Catone