Plauto
(da sè)
La burrasca si volge su me!
(a Catone)
Dei buoni! Ma i poeti, nelle commedie, fanno tutti così. Spacciano i fatti loro come avvenuti ad Atene, acciò la favola paia più facile a mandar giù.... Piace il greco? Diamo alla commedia il sapor greco; ma sia romano l'amaro; questo è l'essenziale. Tu sai quel che dicono gl'intendenti di me; che mi son gittato il pallio greco addosso, ma alla scapestrata, così che di sotto mi scappa d'ogni parte la toga.
Catone
Ed è più degna portatura, la toga! Ah, giuro a Saturno, e ad Opi, vecchi dèi paesani; o ci casco sotto, o sradico fin le ultime barbe di questi cialtroni da Roma.
SCENA IV.
Licinia, Fulvia e Detti.
(Licinia e Fulvia sono vestite come nell'Atto primo, ma senza il ricinio in capo.)