«Addio; non istate a smarrirvi per le vie di Milano e venite presto a vedere la vostra sincera amica

«LUISA.»

Se io non temessi di offendere il lettore, mostrando di dubitare della sua perspicacia, vorrei pure appiccicare un commento a questo carteggio. Solo per coloro che hanno letto più sbadatamente, dirò brevi parole.

Luisa era annoiata e non sapeva il perchè; ne accagionava il mancare improvviso della scienza chiaccherina del suo medico, e non indovinava che a mezzo.

Laurenti si sentiva morire, ed egli sì lo sapeva, il perchè; ma, non dandogli l'animo di dirlo a colei che era debitrice a lui della ricuperata salute, se n'era fuggito come un codardo che ha paura del male, e, nella fuga diventato anche ingiusto, non le scriveva e si adirava contro di lei.

Ella infine si era addata di qualche cosa. Riscontrando alcuni fatti, alcuni pensamenti, aveva veduto balzarne una scintilla di vero; ma non voleva ancora aggiustar fede a sè stessa. E intanto scriveva una lettera piena di pessimi consigli, pessimi come tutti quelli che danno le signore donne, quando e' non escono loro dal cuore.

—Oh, ella non mi amerà giammai!—aveva detto Guido, percuotendosi il fronte colla palma della mano, alla lettura di que' paragrafi.—Ella può credere che io amerò un'altra donna! Sì certo, lo può credere, se non si è neppure avveduta che amo lei, disperatamente lei! E adesso tornerà nei geniali ritrovi, nei teatri, nelle conversazioni… bene, bene, tre volte bene!

E passeggiando a passi concitati per la camera ripetè due o tre volte con Shakespeare, sebbene la citazione c'entrasse come i cavoli a merenda:

—Fragility, this name is woman!—

XIX.