INDICE.
| [I.] | Un bel sogno avverato | Pag. 1 |
| [II.] | Ambasciator non porta pena | 19 |
| [III.] | I commentarii di Cesare | 37 |
| [IV.] | L’epistolario di Cicerone | 58 |
| [V.] | Al soccorso di Pisa | 75 |
| [VI.] | Filemone e Bauci | 93 |
| [VII.] | “Dove amore non è, più nulla è il resto„ | 111 |
| [VIII.] | Dolenti note | 131 |
| [IX.] | Spera di sole | 148 |
| [X.] | Soy Bovadilla | 166 |
| [XI.] | Invito a palazzo | 187 |
| [XII.] | La Sfinge regale | 203 |
| [XIII.] | Si viene a mezza spada | 221 |
| [XIV.] | A Laredo! a Laredo! | 241 |
| [XV.] | Il ragno e la sua tela | 258 |
| [XVI.] | Grazia, giustizia, e un granellin di follìa | 276 |
| [XVII.] | Sposi novelli | 294 |
| [XVIII.] | In manus tuas, Domine..... | 316 |
| [XIX.] | Quel che s’incontra per via | 336 |
| [XX.] | Raggio di Dio | 357 |
RAGGIO DI DIO
Capitolo Primo.
Un bel sogno avverato.
“E andando da Chiavari a Lavagna, occorre in poca distanza il fiume nominato dagli antichi Entella, e dai moderni Lavagna; il quale ha la sua origine nel monte Appennino, di qua dalla terra di Torriglia in le confine di Bargagli e di Roccatagliata: e muoiono in questo fiume, Graveglia, Ollo e Sturla, torrenti che alcuna volta vengono con furia„. Grazie, monsignor Giustiniani, vescovo di Nebbio e annalista di Genova; grazie infinite, e basta così. È la “fiumana bella„ di Dante Alighieri, certamente la più bella di Liguria; e bene l’ha dichiarata tale il divino poeta, che le vide tutte, quante ce n’erano “tra Lerici e Turbìa„, ma su questa si trattenne più a lungo, guardandone dal ponte della Maddalena il largo specchio azzurrino, con le due file di pioppi che ne accompagnavano il corso. Ma noi non ci fermeremo qui, come il grand’esule fiorentino; risaliremo la fiumana bella fino al confluente del Graveglia, dov’essa fa una gran curva, per voltar poi risoluta a ponente maestro; e lì faremo alto ai Paggi, come ora si dice, e dove nell’anno di grazia 1506 durava ancora in ottimo stato un castello dei Fieschi.
In altri tempi s’era chiamato la Guaita; più tardi, con lieve mutamento, la Guardia. E meritava il suo nome, stando là come una scolta avanzata di tutte le terre Appenniniche ond’era formato il dominio dei Fieschi, gran ventaglio di borghi e castella che dalla Scrivia si stendeva alla Magra, includendo Casella, Savignone, Montobbio, Torriglia, Valdetaro, Santo Stefano d’Aveto, Varese, Pontremoli; e chi più n’ha ne metta, andando fin oltre i cinquanta. Passavano infatti questo numero le terre murate dei Fieschi; tenute con varia fortuna, s’intende, come in tempi guasti doveva accadere; onde i cinquanta e più feudi contigui scesero qualche volta a trentatrè, facendo ancora quel che si dice comunemente un bel numero.