— Almaco, — mi affrettai a dire, con quelle parole che prime mi vennero alle labbra, — non credere che io non ti sia grato. Mi pensavo di venire a ricevere un castigo ed ho in quella vece un segno grandissimo della tua benevolenza. Laonde io mi sto tutto dubitoso a cercare qual grazia mi abbia avuto agli occhi tuoi, nè so credere a me stesso, nè intendere. Tu bene avresti potuto commettere la impresa ad altro capitano, senza che ti bisognasse far centurione un gregario, e per giunta un ignoto....
— Prosegui, — diss'egli, — tu sei greco e sottile.
— Sì, ma la mia sottigliezza non giunge più oltre; io non ho il bandolo di questa matassa. —
Almaco, già ve l'ho detto, non era uomo da rispondere pel suo verso alla gente, e usava cominciar sempre lui e condurre a suo modo il discorso.
— Tu dunque andrai con una coorte, — soggiunse egli, — e t'impadronirai di tutta quella marmaglia. Ma forse, anzi senza il forse, ci sarà trambusto; qualcheduno vorrà resistere, ed anco non ribellandosi alcuno, si potrà sparger sangue....
— Oh, non temere! Io adoprerò in ogni cosa conforme ai tuoi comandi.
— No, Greco; tu hai in quella vece a far ciò che la tua ira ti consiglierà.
— La mia ira?
— Per l'appunto. Se tu vedessi colà un tuo giurato nemico....
— Ah! — esclamai allora, credendo di avere indovinato.