—Noi non siamo che amici; ma come fratelli ci amiamo.
—E perciò avete preso il nome da due santi fratelli, che erano anche colleghi di professione;—replicò l'almirante.—Erano infatti due medici, e del primo di loro mi pare di aver letto in un certo libro, che si conservi ancora una ricetta.
—Sono anche i santi protettori dei pellegrini;—disse Cosma, che pareva poco desideroso di stare sull'argomento della medicina.
—Siano dei pellegrini o dei medici, son sempre due benefattori;—conchiuse l'almirante.—E voi certamente avete assunti i lor nomi per adempimento di un voto.
—Vostra Eccellenza legge nei cuori come nei libri;—disse Damiano.—Siamo infatti legati da un voto.
—Per il quale, probabilmente, avrete lasciati gli agi della vita, venendo partecipi alle fatiche, ai pericoli di questo viaggio: non è così?—
I due marinai non risposero parola. Ma per essi rispondeva la sapienza dei popoli, stillata in proverbi: chi tace acconsente.
—Non voglio chiedervi ciò che non potete dirmi;—riprese Cristoforo Colombo.—Siete genovesi, e basta ciò, perchè io v'abbia in conto di fratelli. Ricordate soltanto che bisogna amarla, amarla molto, la terra dove si è nati; amarla tanto più, quanto essa è più sventurata. Sapete quanto abbiano fatta dolente la nostra povera patria, le discordie maledette dei suoi figliuoli!...
—Voi dite bene, messere,—rispose Cosma.—E [pg!36] noi lo abbiamo ricordato già molte volte, pensando a voi.
—A me?